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Il Carnevale

4 febbraio 2018 - Dosoledo

Piazza Tiziano 32040 Dosoledo - Comelico Superiore, BL
manifesto evento mascherata di santa plonia

LA STORIA DI SANTA APOLLONIA

Per spiegare il Carnevale di Dosoledo dobbiamo spiegare innanzitutto la figura dalla quale prende il nome, ovvero Santa Apollonia. Questa santa, vissuta nel III secolo d.C. è la patrona dei dentisti, e le è dedicato uno degli altari laterali presenti nella chiesa di Dosoledo. È credenza comune che la Santa Apollonia sia una dei patroni del paese, sebbene non figuri ufficialmente come tale a differenza di San Rocco. Ancora oggi non risulta un rapporto particolare che colleghi la festa patronale all’evento carnevalesco ma, nonostante ciò, la Santa ha continuato e continuerà a dare il nome alla nostra tradizionale mascherata.

Nonostante le conoscenze storiche siano limitate, è possibile fare delle supposizioni basate sulla storia locale, a proposito dell’origine della Mascherata di Santa Apollonia. In passato, l’economia del Comelico era quasi interamente di tipo rurale, le attività che permettevano la sopravvivenza agli abitanti erano quindi legate all’agricoltura e all’allevamento; quest’ultimo in particolare presupponeva un’intensa attività agricola parallela, atta a sfamare sia gli animali che le stesse famiglie. Naturalmente le condizioni metereologiche, allora come tutt’ora, influivano sui raccolti e sulle fienagioni, ragion per cui si tentava di influenzare in modo positivo il clima in modo da permettere la buona riuscita delle attività silvo-pastorali. Nacquero quindi dei rituali propiziatori puramente pagani, e si pensa che sia proprio da questi cerimoniali che ebbero origine i riti carnevaleschi: infatti si pensa che le figure principali del nostro carnevale, il “Laké” e il “Matažin”, siano state originariamente concepite come figure recanti fertilità e ricchezza. Esiste anche una curiosa leggenda a proposito del momento culmine della danza di queste due figure, si dice che se il “salto” che esse compiono riesce bene, l’annata successiva sarà buona, in caso contrario sarà infruttuosa.

In conclusione possiamo affermare che il Carnevale di Dosoledo abbia quasi sicuramente radici pagane, ed è per questo motivo, data la profonda religiosità che sempre caratterizzato gli abitanti del Comelico, che di questa tradizione non si è mai scritto molto, almeno fino agli inizi del XX secolo.

IL CARNEVALE

La Mascherata di Santa Apollonia

L’evento principale del paese di Dosoledo si tiene tutti gli anni la domenica più vicina al 9 febbraio, data nella quale si ricorda, per l’appunto, Santa Apollonia. Questa giornata porta con sé mille emozioni, sia per chi vi partecipa in maschera, sia per chi vi assiste da semplice spettatore. La sveglia suona prima dell’alba per organizzatori, maschere principali, addetti alla vestizione e pagliacci. Ma andiamo per ordine, ora vi raccontiamo chi saranno tutti i protagonisti del giorno!

Il “Laké” e il “Matažin” sono le maschere principali, vengono rappresentate da due figure maschili e sono simbolo di ricchezza e fortuna. Entrambi i costumi si presentano stilisticamente allo stesso modo e variano nei colori. Si indossano dei calzini bianchi con delle strisce colorate, delle scarpe nere decorate con dei fiori, pantaloni di seta colorati e molti strati costituiti da fazzoletti di rete, mussola e seta. Completano il costume dei guanti bianchi e un lungo cilindro sul capo chiamato in dialetto “baretòn” o “calottä”, decorato con collane, perle, spille e ben 100 nastri di seta colorati che scendono dalla cima del copricapo. La differenza tra le due maschere sta nel colore dei costumi: il “Laké”, che apre la sfilata, veste un abito con colori chiari (come il rosa, il giallo, l’azzurro), il “Matažin”, che lo segue sfilando e ballando davanti al gruppo musicale, lo veste in colori più scuri (come il rosso, il blu, il verde). La vestizione di queste due maschere, data la sua complessità, deve essere condotta da mani esperte. C’è infatti una donna del paese che già da molti anni continua a realizzare a mano e con grande passione questi splendidi abiti, aiutata negli ultimi anni anche da un gruppo di ragazze, con le quali ha condiviso il suo sapere. Dal mattino presto quindi, i due uomini/ragazzi vengono accolti nella casa di questa signora per iniziare l’affascinante rito della vestizione.

Seguono poi le “Matažere”, ovvero le maschere femminili principali che rappresentano la versione umile e povera di “Laké” e “Matažin”. Il loro abito è simile a quello delle figure maschili, ma presenta colori scuri e strati di fazzoletti neri e a fiori; il copricapo, anche in questo caso un cilindro lungo, è decorato con bottoni, pasta e spighe, e al posto dei 100 nastri di seta ha delle cravatte. Anche per questo costume c’è una signora del paese che ogni anno si impegna affinché i costumi siano perfetti e tramanda a coloro che li indosseranno, le proprie conoscenze.

I guardiani di questa giornata sono i pagliacci “i pajaži”, una maschera simile al clown abbigliata con un costume largo e molto colorato e contraddistinta dalla “sunaièra” ovvero una cintura formata da molte campanelle legate tra loro e posta sotto il costume, in modo da risuonare a qualsiasi movimento. I pagliacci scortano sempre le figure principali e controllano inoltre l’andamento della sfilata, combinando spesso e volentieri degli scherzi agli spettatori.

La sfilata delle maschere ha luogo due volte in questa giornata, una al mattino e una nel primo pomeriggio. La partenza è fissata dalle ultime case del paese, nella borgata chiamata “Sacco” per arrivare, attraverso la strada statale, nella piazza principale di Dosoledo, Piazza Tiziano. Nella sfilata si distinguono principalmente due gruppi: le cosiddette “Mascri da Belä” (maschere da bello) ovvero le maschere più ricche, colorate e moderne che seguono il gruppo di “Laké e Matažin”, e le cosiddette “Mascri da Večiu” (maschere da vecchio), ovvero le maschere che raffigurano i tempi passati, indossano i vestiti tipici del luogo e delle maschere di legno intagliate a mano (“Vòlti”), questo gruppo segue le “Matažere”.

Al termine della sfilata prendono il via i balli per tutti, tra questi il momento culmine sono senz’altro il ballo “per il Laké e il Matažin” e il ballo “per le Matažere”, due danze tradizionali riservate esclusivamente a queste figure. Ovviamente non ci potrebbero essere dei balli senza i gruppi musicali che ci accompagnano dalla mattina alla sera: questi due gruppi, che accompagnano nella sfilata “Laké” e “Matažin” da un lato e “Matažere” dall’altro, sono composti da fisarmonica, chitarra, contrabbasso e violini. La ballata tipica del luogo è la “Veciä”, una danza che ricorda per certi versi la polka.

Nel tardo pomeriggio la festa si sposta dalla piazza ai locali del paese, ognuno di questi visitato dalle maschere per un ballo e per rifocillarsi. Segue poi la cena e in seguito, verso le 21, ci si raduna presso la Taverna Paprika che da anni ospita il tradizionale ritrovo serale di tutte le maschere, lì la festa continua con balli e tanto divertimento fino a notte fonda.

Ultimo di Carnevale

La mascherata de “L’ultmu d’Carnaval” si tiene nel pomeriggio del martedì grasso, ovvero l’ultimo giorno di carnevale prima dell’inizio della Quaresima. In quest’occasione la sfilata parte direttamente dalla casa di vestizione di “Laké e Matažin” e arriva nella piazza del paese verso il tardo pomeriggio. Dopo alcuni balli in piazza, come per la mascherata di Santa Apollonia, le maschere si spostano nei locali per ballare e festeggiare insieme. In seguito ci si trova per la cena e per l’immancabile serata alla taverna Paprika dove, consapevoli che per il prossimo carnevale ci sarà da aspettare ancora un anno, ci si scatena fino all’alba in compagnia.

 

 

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