Mascherata di Santa Plonia - Chei d Santa Plonia

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il Carnevale > Sfilate

Mascherata di S. Plonia


E’ senz’altro il momento culminante del programma nonché il principale evento tradizionale del Comelico, e in particolar modo di Dosoledo. La mascherata di Santä Ploniä è una giornata di allegria dove il buon umore si legge sul viso di ogni persona, che sia essa partecipante oppure semplice spettatrice. C’è una donna del paese che già da diversi anni, fortunatamente per noi, continua a realizzare, con grande passione, gli abiti di lachè e matazin, e già dal mattino presto, nel giorno della mascherata, ospita in casa propria i due giovani, che saranno le maschere principali del carnevale, per completare la complicata operazione della vestizione. Entrambi i costumi presentano più o meno la stessa figura: calzini bianchi con strisce colorate, scarpe con fiori in carta crespa, pantaloni di seta colorati, strati di fazzoletti di rete, di mussola, di seta, baveri e guanti bianchi e sul capo un cilindro che in dialetto ladino è definito “baretòn” o “calottä”, addobbato con collane, spille e 100 nastri colorati. La differenza tra le due maschere sta nel colore dei costumi: il lachè, che apre la sfilata correndo, veste un abito con dei colori chiari (rosa, giallo, azzurro), il matazin invece, che lo segue ballando davanti al gruppo musicale, veste un abito con colori più scuri (rosso, blu e verde). Questi personaggi, dopo i caratteristici balli rituali del mattino e del pomeriggio che si svolgono nella piazza del paese, offrono agli spettatori, come porta fortuna, dei confetti contenuti in una bomboniera che essi tengono in mano; nell'altra mano invece reggono, a mo’ scettro, un bastone colorato. La mascherata si svolge con due sfilate, una al mattino ed una al pomeriggio, ognuna delle quali vede lachè e matazin accompagnati da un gruppo musicale, composto da fisarmonica, chitarra, contrabbasso e violini, che suona la ballata tipica del luogo, ovvero la “veciä”, una sorta di polka, vengono poi a seguire coppie e gruppi di maschere “da bello” (le maschere più ricche, colorate e raffinate), le matazere, ovvero la versione femminile e più povera di lachè e matazin, e solitamente sono due ragazze che sfilano ballando, il loro abito è simile a quello delle due maschere principali, ma presenta colori scuri, con fazzoletti neri a fiori, il copricapo, simile anch’esso a quello di lachè e matazin, è colmo di bottoni, pasta, tappi, spighe, ed al posto dei nastri ha delle cravatte.
Dietro a queste due maschere viene un'altra orchestra, seguita a sua volta dalle coppie di maschere “da vecchio”, che raffigurano i tempi passati, e sul viso portano dei volti in legno, scolpiti ed intagliati a mano da abili artisti locali. A volte, per chiudere il corteo, compaiono alcuni carri allegorici di vario genere, creati da gruppi di persone che, con molte ore di fatica dedicate ad allestirli, creano e rappresentano, in maniera satirica e scherzosa, scene di vita quotidiana del luogo, oppure eventi d’attualità. I guardiani della mascherata sono i pagliacci, ovvero una maschera tipo clown, abbigliata con abiti larghi e coloratissimi, e che sono contraddistinti dalla "sunaièra", cioè un insieme di campanelle legate tra loro, poste sotto il costume, pronte a risuonare ad ogni movimento, essi, abili destrieri, oltre a scortare sempre lachè e matazin, controllano l'andamento della sfilata e combinano, spesso e volentieri, dei divertenti scherzi agli spettatori, ravvivando la festa. Una volta terminata la sfilata, prendono il via i balli in piazza, e tra questi spicca il tradizionale ballo “per il lachè e il matazin” e quello “per le matazere”, a cui fanno seguito dei balli riservati alle maschere e quelli invece aperti a tutti, in questo modo la mascherata si ravviva d’entusiasmo, allegria e divertimento. Nel tardo pomeriggio comincia il “giro dei bar”, lì tutte le maschere approfittano per rifocillarsi, magari con un “grigioverde”. Ad ora tarda c’è la cena in compagnia, e in seguito, verso le 21, tutti si radunano presso la taverna Bellavista, il tradizionale ritrovo serale, per continuare a ballare e a divertirsi fino a notte fonda.

W SANTA PLONIA!!!

Santa Plonia 2016
Santa Plonia 2015
Santa Plonia 2014
Santa Plonia 2013
Santa Plonia 2012
Santa Plonia 2011
Santa Plonia 2010
Santa Plonia 2009
Santa Plonia 2008
Santa Plonia 2007
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu