Carnevale - Chei d Santa Plonia

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La storia di Santa Apollonia


Il Carnevale di Dosoledo, protagonista indiscusso di tutte le manifestazioni che si tengono in paese, lega indissolubilmente la propria tradizione ad una figura particolare, ovvero santa Apollonia. La santa, vissuta nel III secolo d.C. e morta nel 249, è la patrona dei dentisti e degli odontotecnici, e a lei è dedicato uno degli altari laterali presenti all'interno della chiesa di Dosoledo; anche se non è del tutto corretto, si può affermare che la beata sia una dei patroni del paese, sebbene non figuri "ufficialmente" come tale. Non risulta, almeno attualmente, un rapporto particolare che colleghi la festa patronale alla festa carnevalesca, nonostante ciò, santa Apollonia dà il proprio nome alla "Mascherata di Santa Apollonia", o "Mascradä d Santä Ploniä", come viene detta nel dialetto ladino, che si tiene tutti gli anni la domenica più vicina al 9 febbraio, data nella quale si ricorda la santa; il motivo per cui i due eventi si leghino assieme è a tutt'oggi sconosciuto.
Le origini della tradizione sono a noi ignote, e si può ritenere che esse si perdano nella "notte dei tempi": non esistono, infatti, testimonianze né alcun documento che attestino il periodo in cui questa usanza ebbe inizio. Le memorie che abbiamo oggi risalgono esclusivamente al XX secolo. Nonostante le nostre conoscenze storiche attuali siano limitate, si possono fare alcune supposizioni, basate sulla storia locale, su come la Mascherata di Santa Apollonia abbia avuto origine. Fino a diversi decenni fa, l'economia del Comelico era quasi interamente di tipo rurale. Le attività che permettevano agli abitanti del posto di sopravvivere erano legate all'agricoltura e all'allevamento. Quest'ultimo lavoro presupponeva un'intensa attività agricola parallela, che serviva, sia per sfamare gli animali, sia per il sostentamento diretto delle famiglie. L'attività silvo-pastorale, tanto importante per l'epoca, è sempre stata legata a doppio filo con le condizioni meteorologiche, le quali influivano, ed influiscono tutt'ora, sui raccolti e sulle fienagioni. Esisteva, perciò, l'esigenza di cercare di influenzare, in qualche modo, in maniera positiva, le circostanze climatiche, affinché potessero permettere la rigogliosità dei prodotti della terra; da questo bisogno, nacquero dei rituali propiziatori, puramente pagani, che cercavano di essere di buon auspicio per le stagioni a venire, e si pensa che sia proprio da questi cerimoniali che derivarono i riti carnevaleschi. Infatti, le figure principali del Carnevale, ovvero Lachè e Matazin, si ritiene siano nate come personaggi portatori di ricchezza e fertilità. Lo stesso rituale del "salto", che le due maschere compiono l'una di fronte all'altra ad ogni danza, è un rito porta fortuna; a tal proposito, a Dosoledo c'è in circolazione una curiosa leggenda: si dice, infatti, che quando il "salto" di Lachè e Matazin riesce bene, l'annata successiva sarà buona, mentre, in caso contrario, le stagioni a venire saranno infruttuose.
Come già accennato, il Carnevale di Dosoledo ha quasi sicuramente radici pagane, ed è proprio per questo motivo, data la profonda religiosità che ha sempre caratterizzato gli abitanti del Comelico, che di questa tradizione non si è mai scritto molto, almeno fino agli inizi del XX secolo, perciò, non essendoci informazioni certe riguardanti le reali origini di questi antichissimi rituali, esse restano, per lo più, a noi oscure.

 
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